“Nel giro di poche settimane Roma sarebbe divenuta pressoché irriconoscibile: una parodia di città demilitarizzata, con le mura scosse dal frastuono del traffico militare tedesco diretto al fronte e dal fragore delle bombe alleate, con una popolazione raddoppiata da un milione di profughi provenienti dalle campagne. Roma stava per diventare una città di spie, agenti doppiogiochisti, informatori, torturatori, fuggiaschi, ebrei perseguitati e gente affamata.” La sera dell’8 settembre 1943, il comandante supremo delle forze alleate in Europa Dwight D. Eisenhower annunciò alla radio l’armistizio con l’Italia, la prima potenza dell’Asse ad arrendersi incondizionatamente. Nei giorni precedenti Roma era stata dichiarata zona demilitarizzata, “città aperta”, al fine di preservare i suoi tesori dalle devastazioni del conflitto. La reazione delle forze tedesche fu immediata: nel giro di pochi giorni presero possesso della città, spingendo alla fuga la famiglia reale e travolgendo le difese italiane. Nei mesi successivi Roma sarebbe diventata al tempo stesso terreno e obiettivo di uno scontro combattuto su ogni fronte: militare, politico, diplomatico. La zona demilitarizzata si era tramutata in teatro di guerra, le case erano affollate da profughi e disertori, il cibo scarseggiava, le violenze della Gestapo e dei fascisti erano continue così come i bombardamenti degli Alleati, e si preparava la distruzione definitiva del ghetto. Metà della popolazione della città nascondeva l’altra metà. Solo i gruppi della resistenza, formati da ex militari, operai e studenti si opponevano con le loro azioni ai tedeschi. Pio XII, Albert Kesselring, il capo della Gestapo Herbert Kappler, Erich Priebke, Pietro Koch, i partigiani Paolo e Elena, la spia dell’OSS Peter Tompkins: sono loro i protagonisti di Roma città aperta, insieme a diplomatici, religiosi, gappisti, militari e a tutti gli abitanti della capitale. Robert Katz ha ricostruito i mesi drammatici dall’occupazione fino alla liberazione avvenuta nel giugno 1944, raccontando episodi cruciali come l’azione di via Rasella e la rappresaglia delle Fosse ardeatine, ma anche le manovre meno note della guerra diplomatica che coinvolgeva il Vaticano e i governi stranieri. Grazie anche alla consultazione degli archivi della CIA e degli atti del processo Priebke, l’autore ha dato vita a un affresco monumentale e appassionante in cui le vicende umane dei protagonisti si mescolano al grande flusso degli avvenimenti storici.